PORTO VECCHIO TS. CAPOZZI (M5S): QUANTO ACCADUTO HA CRITICITÀ PROFONDE
(ACON) Trieste, 2 nov - "Due persone hanno perso la vita.
Questa tragedia deve rappresentare un disumano punto di svolta e
non l'ennesimo episodio destinato a essere intollerabilmente
dimenticato".
È questo l'esplicito invito rivolto dalla consigliera regionale
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) "non appena venuta a
conoscenza della duplice tragedia avvenuta a Trieste dove, nel
corso della notte, un uomo e una donna sono deceduti a causa di
un incendio divampato all'interno di un magazzino dismesso del
Porto vecchio, spesso utilizzato come rifugio improvvisato dai
migranti provenienti dalla rotta balcanica".
"La morte di queste due persone, avvenuta all'interno del
Magazzino 18, rappresenta una tragedia - ribadisce la Capozzi
nella sua nota - che non può essere liquidata come una semplice
fatalità. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, il dramma
sarebbe riconducibile a un incendio provocato da un fuoco acceso
per preparare la cena. Saranno gli accertamenti a chiarire
l'esatta dinamica dell'accaduto, ma resta evidente la drammatica
condizione di precarietà nella quale sono costretti a vivere
numerosi migranti presenti sul nostro territorio".
"Quanto accaduto - precisa la pentastellata, già espressasi in
maniera categorica su questo delicato tema - costituisce il
terribile risultato di una situazione che, ormai da troppo tempo,
presenta criticità profonde e che le istituzioni non possono
continuare a ignorare. La mancanza di posti sufficienti nei
dormitori, gli ostacoli alle attività di distribuzione dei viveri
da parte dei volontari e i tempi troppo lunghi delle procedure
per il riconoscimento della protezione internazionale
contribuiscono a creare condizioni nelle quali le persone sono
costrette a cercare autonomamente soluzioni di sopravvivenza,
spesso in luoghi inadeguati e privi delle necessarie condizioni
di sicurezza".
"Siamo di fronte a un sistema di gestione del fenomeno migratorio
che mostra tutti i limiti da noi più volte stigmatizzati: un
sistema - conclude la consigliera - incapace di garantire
risposte tempestive ai bisogni essenziali delle persone e che
interviene troppo spesso solo quando le situazioni sono ormai
diventate emergenziali".
ACON/COM/rcm